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DoloMythos

Il più grande Museo delle Dolomiti

DoloMythos - Mostre tematiche

Mostre tematiche

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10 anni Dolomiti, patrimonio dell’Umanità
Dolomiti, storia della ricerca

Le Dolomiti sono tra le più affascinanti meraviglie del pianeta. In una grande mostra a tema, il museo Dolomythos evidenzia i momenti più culminanti delle ricerche sulle Dolomiti. Da secoli generazioni di ricercatori hanno provato a studiarne l’origine e il loro divenire. Negli ultimi decenni gli studiosi hanno fatto scoperte significative ed enormi passi avanti, come si evince all’interno di questa rappresentazione.

Dèodat de Dolomieu è la figura principale della mostra con il suo minerale Dolomite, le cui origini sono custodite da documenti conservati con cura in una vetrina. Un altro punto di forza del museo è il libro “The dolomite Mountains”, edito dagli inglesi Josiah Gilbert e Georg Cheetham Churchill nel 1864, che in un certo senso contribuì, senza volerlo, alla denominazione di questa catena montuosa. Il naturalista Tommaso Antonio Catullo, nato nella piccola cittadina dolomitica di Belluno, nel 1827 illustrò per primo, in un libro, i fossili delle Dolomiti. A lui succedette nel 1843 il tedesco August von Klipstein. Sulle Dolomiti si scoprirono molte pietre miliari, che divennero oggetto di studio di molti ricercatori e suscitarono anche audaci constatazioni. Nel 1860 viene esposto per la prima volta in assoluto il libro del ventisettenne tedesco Ferdinand von Richthofen, da cui si evince che le Dolomiti formarono, milioni di anni fa, una barriera corallina. Egli poté sostenere queste importanti teorie sugli studi che il famoso Charles Darwin enunciò in uno dei suoi più famosi libri di natura di tutti i tempi, “On the Origin of Species”.

Anche le donne ebbero un ruolo importante in merito. Si tenga presente la giovane scozzese Maria Ogilvie in Gordon, la prima donna britannica a conseguire il titolo di “Doctor of science” e anche la prima ad addottorarsi in Germania e che svolse un lavoro importante di ricerca nelle Dolomiti. Partecipò attivamente per molti anni alla rivendicazione della parità dei diritti per le donne. Storicamente interessanti sono anche le descrizioni di viaggio sulle Dolomiti di Amelia Edwards, edite nel 1873. Nel 1862 lo studente viennese Paul Grohmann fondò il Club Alpino, il secondo più antico del mondo dopo “l’Alpine Club” britannico. Appena un anno dopo nacque anche il C.A.I. (Club Alpino Italiano).

Negli anni successivi Paul Grohmann si vide impegnato a scalare quasi tutte le cime più importanti delle Dolomiti, come Tre Scarperi, le Tofane, la Marmolada, il Monte Cristallo, Sassolungo e infine la Cima Grande di Lavaredo. Descrisse le sue imprese in un suo libro apparso nel 1877 dal titolo “Escursioni nelle Dolomiti”. Questo libro aprì a molti altri le porte per avventure successive. Alla fine del 1871 fu attivata la linea ferroviaria della Val Pusteria da Lienz a Fortezza, agevolando in tal modo non solo i viaggi ma anche le ricerche.

Nell’esposizione speciale “San Candido – Vita in movimento” Dolomythos mette in mostra l’importante ruolo che ha rivestito San Candido nella storia delle Dolomiti. Si diventa partecipi di catastrofi umane, come la guerra, e naturali, come le inondazioni, e viene omaggiata la visione di uomini e donne che ci hanno preceduto, il cui operato viene riconosciuto come il frutto di quello che noi oggi siamo, proprio come le pietre miliari.

In evidenza:
Dolomieu e la sua scoperta
Grandi ricercatori
La teoria delle barriere coralline di Richthofen
The Dolomite Mountains
Le donne fanno storia
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L’importanza mondiale delle Dolomiti


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